martedì 6 aprile 2010

scribacchiando e....guardando le foto del mio ometto!

Per chi seguisse questo mio "scribacchiare" dedicato al mio amatissimo pastrugno, ho creato un altro blog dedicato interamente alla crescita di mio figlio, ecco il link: http://riccardosudetti.blogspot.com *___*

lunedì 5 aprile 2010

buona Pasquetta 2010

Ed anche la prima Pasqua di Riccardo è trascorsa... piacevolmente nonostante il brutto tempo, tra tante coccoline di mamma, papà, nonni e zia Stefy...
Oggi è Pasquetta, il sole è incorniciato in un bellissimo cielo azzurro, ma c'è parecchio vento... :-P
Buona Pasquetta a tutti...aspettando la bella stagione senza troppo vento! *___*


(foto di luglio 2009, quando Ric aveva solo 2 mesi!)

giovedì 1 aprile 2010

taglio primaverile

In attesa di un raggio di sole in più (pioveeee...) e in attesa che il mio patato guarisca (gli ho passato virus intestinale... :-( ...), stamattina l'ho portato dal parrucchiere... guardate che ometto! *___*



...poco fa con un pizzico di gel, gli ho fatto una spazzolina! ;-)

martedì 30 marzo 2010

Buona Pasqua!

La settimana santa è iniziata con un cielo...grigio... mah...
In attesa di qualche giornata di sole e di cielo azzurro (tanto so già che avremo modo di lamentarci anche del bel tempo poi... :-P), colgo l'occasione per augurare a tutti coloro che passeranno di qui una serena e lieta Pasqua! Tanti auguri da un duo ormai inseparabile: MiRic! *___*

martedì 23 marzo 2010

da "mamy2" a MAMMA

Per dodici anni, come potrete leggere nel mio zibaldone (http:/lozibaldonedimiri.splinder.com ), sono stata accanto a due bambini che ho visto crescere e alla cui crescita anche se in minima parte ho contribuito anch'io: Claudia e Filippo, i figli avuti da mio marito prima di conoscere me... Per dodici anni ho pensato che essere una "mamy2", come mi hanno ribattezzato loro, i miei "cuccioli", come li chiamavo e a volte li chiamo ancora (Claudia compirà il prossimo 5 maggio 23 anni e Filippo il prossimo 30 luglio ne farà 20!) fosse splendido e che mi bastasse... Però poi lo scorso 10 settembre 2008 ho scoperto di essere incinta, di aspettare un bambino mio e ora da 10 mesi sono la MAMMA di Riccardo e ... devo ammettere che essere MAMMA è oltre che molto più impegnativo (prima lo ero solo "part-time" a week end alternati...), anche molto più gratificante... ;-)
Vedo i progressi che in questi mesi ha compiuto il mio bambino, lo vedo crescere ed esplorare il mondo... è una magia infinitamente bella...
Essere stata la "mamy2" di Claudia e Filippo mi ha in un certo senso "allenata" ad essere MAMMA ... Ed ora la mia gioia, la mia felicità è tutta in quell'essere stupendo che è mio figlio Riccardo...
Grazie Clau, grazie Pippo per avermi "allenata" ad essere una MAMMA!
E... grazie Dio per avermi donato la gioia immensa dell'essere diventata MAMMA!

giovedì 18 marzo 2010

per sempre uniti dall'amore!

Il 13 marzo 2010 Riccardo ha compiuto 10 mesi! ^___^
10 mesi fa ti stringevo forte per la prima volta..
.che emozione... E adesso ci siamo, Riccardo, ti ho sussurrato la prima volta che ti ho abbracciato forte... Stavi dormendo steso sul mio seno dopo la tua prima poppata e respiravi profondamente e tranquillamente. Ti fidavi già della tua mamma.
Da quel giorno, la nostra vita non è più stata e non sarà più la stessa, da quel giorno è iniziata la più straordinaria storia d'amore, quella tra una madre e suo figlio, un sentimento definitivo,per sempre. Niente mi è mai sembrato così definitivo come l'amore che ho provato in questi mesi e che provo giorno dopo giorno per te...
Benvenuto in questo mondo, Riccardo!
Aspettando te, prima di quel mercoledì 13 maggio 2009 alle ore 17,55, ho vissuto la mia vita, da adesso la vivrò con te. E sarà splendida! Ti voglio infinitamente bene, figlio mio, ti amooooo!!!!!!!! ^___^
Buon 10° mese di vita fuori dal pancione della mamma! ;-)

martedì 16 marzo 2010

sul seggiolino...



Questa foto risale a domenica 7 febbraio 2010, quando stavamo preparandoci per andare dai nonni a festeggiare il compleanno di papà e della nonna! ^___^

giocando sul tappeto multiattività



Giocando sul tappeto multiattività a casa dei nonni, lo scorso 25 febbraio 2010 al mattino, poco prima dei festeggiamenti per il compleanno della neo mamy! ;-)

giocando con l'amichetta Isabella...



Questa foto l'ho scattata al mio piccolo grande uomo, mentre giocava con la sua amichetta Isabella, nata 2 giorni prima di lui lo scorso 11 maggio 2009, (figlia della mia ex collega,Norma) e ... stavo ridendo come una matta perchè Isa gattonava alla grande mentre Ricky strisciava... ^___^ Però...c'è anche da dire che Ricky riesce a stare in piedi mentre Isa non ancora... ;-)

martedì 9 febbraio 2010

il pulcino nella...cacca!

Un piccolo pulcino cade dal nido.

A terra comincia a pigolare per il freddo, PIIII PIIII PIIIIII... una mucca poco lontano lo sente e vedendolo rimane impietosita, si gira, alza la coda e PLAFFF...una bella margherita calda ricopre il pulcino che, sentendosi di nuovo al calduccio comincia a cantare allegramente PIII PIIII PIRIPI PIRIPI PIIIPIPIII. A questo punto una volpe che passeggiava tranquillamente poco lontano (le campagne sono luoghi molto affollati) sente i pigolii, si avvicina con prudenza e vede il pulcino che se la canta...allora lo solleva deliacatamente per un'aletta, lo pulisce ben bene e spalacata la bocca GNAMMM, se lo mangia in un sol boccone.

Le morali di questa storia sono che: non tutti quelli che ti vogliono mettere nella cacca lo fanno per farti del male, non tutti quelli che ti ci tolgono lo fanno per farti del bene e infine, quando sei nella cacca fino al collo, cosa canti a fare?

Se...

"Se puoi vedere distrutto il lavoro di tutta la vita
e senza dire una parola ricominciare,
se puoi perdere i guadagni di cento partite
senza un gesto e senza un sospiro di rammarico,
se puoi essere un amante perfetto
senza che l'amore ti renda pazzo,
se puoi essere forte senza cessare di essere tenero
e sentendoti odiato non odiare, pure lottando e difendendoti,
se tu sai meditare, osservare, conoscere,
senza essere uno scettico o un demolitore,
sognare senza che il sogno diventi il tuo padrone,
se puoi essere sempre coraggioso e mai imprudente,
se tu sai essere buono e saggio
senza diventare nè moralista, nè pedante,
se puoi incontrare il Trionfo e la Disfatta
e ricevere i due mentitori con fronte eguale,
se puoi conservare il tuo coraggio e il tuo sangue freddo
quando tutti lo perdono,
allora i Re, gli Dei, la Fortuna e la Vittoria
saranno per sempre tuoi sommessi schiavi
e, ciò che vale meglio dei Re e della Gloria,
Tu sarai un uomo."

(Rudyard Kipling)

DEDICATA A MIO FIGLIO RICCARDO E AI "FIGLI" CHE HO SEMPRE SENTITO ANCHE COME MIEI FIGLI, SEBBENE NE SIA SOLO LA LORO "MAMY2": CLAU E PIPPO, I FRATELLONI DEL MIO RICKY! ^___^

il paese FELICITA'

In cima ad una collina tutta verde, esiste un paese che pochi conoscono e che non si trova nelle cartine stradali: si chiama Felicità ed i suoi abitanti Felici.
Le Felici-Mamme sono sempre allegre, gentili ed affettuose con i loro Felici-Bambini.

I Felici-Papà insegnano loro tante cose utili ed importanti, li stanno sempre ad ascoltare e dopo il lavoro, insieme giocano e si divertono.

I Felici-Bambini, poi, sono ubbidienti ed educati, vanno a scuola volentieri e vogliono molto bene alla Felice-Maestra.

A Felicità ci sono tanti Felici-Animali che vivono nelle case, sono rispettati e non vengono mai trattati male o abbandonati, come purtroppo avviene in altri paesi delle cartine stradali.

Può succedere che arriva in Paese qualche persona che si sente triste e sola, ma gli abitanti subito sorridono e la accolgono con amicizia e così, ogni volta, il Paese cresce di un Felice-Amico in più.

Il Paese Felicità non teme la concorrenza, anzi, sarebbe contento di sapere che esistono altri Felici-Paesi.

Chissà, magari un giorno a scuola, durante la lezione di geografia, la maestra vi parlerà di un paese così felice e scoprirete che è il vostro...

(dal sito. lagirandola.it)

martedì 2 febbraio 2010

attenzione alle chat...

Attenzione alle chat... ecco la storia di Marco e Michele...
Michele e Marco sono due bambini di 10 anni. Se guardi la cartina le loro case ti sembreranno vicine vicine. Eppure non si conoscono: Marco abita in città mentre Michele vive in provincia.Michele ha la scuola, la chiesa e una bicicletta per correre su e giù nel paese. Marco ha la scuola, il catechismo e il nuoto. Così vicini, così lontani: piccoli mondi che si sfiorano ma non s'incontrano mai. Marco ha tanti giocattoli e invita spesso i compagni di scuola a casa sua. "Venite, venite! Guardate il mio gioco nuovo!". A volte cose semplici, a volte giochi da tavolo. Li conosci? Sono quelli con cui ci si può divertire tutti insieme, però prima bisogna leggere le istruzioni. A Marco non piace leggere le istruzioni e così spesso non si può giocare, qualche volta perde pure qualcosa: un dado, un segnapunti, le domande di Passaparola... "pazienza!", dice, "tanto la prossima settimana mi comprano un gioco nuovo!". Michele non ha tanti giocattoli e nemmeno tanti amici con cui passare il pomeriggio: "Andate tutti a quel paese!" pensa spesso, soprattutto quando i suoi compagni si vantano del telefonino ricevuto a Natale, di Internet e di tutte quelle cose che i genitori di Michele non vogliono comperargli perché ritengono inutili e costose. Così Michele se ne sta sempre per conto suo. Fa i compiti e poi esce, prende la bici e corre in giro per il paese sognando ogni volta un'avventura diversa. Un giorno è Pantani che fa il giro d'Italia, un altro giorno è un agente segreto a caccia di spie. Il 15 febbraio è il compleanno di Marco. Quando rientra da scuola trova ad aspettarlo la sorpresa che tanto desiderava: il collegamento Internet per il suo computer! Come sempre Marco è irruente, vuole fare tutto e subito. La mamma gli dice di leggere le avvertenze e i consigli per la navigazione ma a Marco non interessa: pochi clic ed è già in una chat, come ha visto fare in televisione! "A che servirà mai leggere?", pensa. Il 15 febbraio per Michele invece è un giorno sfortunatissimo: subito fuori casa si buca una gomma della sua bicicletta! Ti è mai successo? Non è bello e ci si può fare male e, infatti, Michele se ne accorge subito, cade e si sbuccia un ginocchio. Deve così tornare a casa e rinunciare a portare la bicicletta a riparare. Tic tic tic tac tic tac "ciao chi sei? Io sono Marco, mi piace tanto chattare! " tic tic tic tac... Marco passa tutto il pomeriggio davanti al computer a parlare con tante persone. Non sa nemmeno se sono bambini come lui, vuole solo chattare, chattare e ancora chattare! Ogni tanto Lucia, la sorellina di sette anni, lo guarda perplessa ma poi torna serena ad abbracciare il suo grande orso di peluche. Il giorno dopo inizia allo stesso modo per i due bambini: ore interminabili di scuola, ognuno col pensiero di quello che farà al pomeriggio. "porterò a riparare la bici, speriamo che si possa fare subito!", pensa Michele; "proverò la chat che mi hanno detto ieri, c'è anche il DJ della mia radio preferita!", pensa Marco. Lo sai cosa succede se a scuola sogni troppo invece di seguire la lezione? Finisce che ti distrai e i maestri ti assegnano il doppio dei compiti per casa, proprio come a Marco e Michele. "Che sfortunaccia!", pensano entrambi. Pranzo, compiti (tanti compiti!) e poi via! Corsa verso il computer per Marco e passeggiata fino dallo zio per Michele. Eh sì, perché lo zio di Michele ha un'officina in cui ripara biciclette e motorini. Qualche volta Michele va anche ad aiutarlo. Intendiamoci, non lavora, i bambini non devono lavorare! Però può guardare il banco quando lo zio è indaffarato, chiamarlo se arriva qualcuno e intanto leggere i fumetti, di cui lo zio è un gran appassionato e collezionista. "Ciao Michele!" esordisce lo zio "vedo che la tua bicicletta è stufa di correre, eh? Ma lo hai vinto il giro questa volta?". Michele annuisce divertito, con lo zio sta proprio bene. Poi lo sguardo corre verso il grande banco. C'è una novità: è un computer! "eh sì, adesso mi collego con il mio fornitore per ordinare i ricambi via Internet". Alla parola "Internet" Michele non riesce a trattenere un grande sorriso e lo zio, che lo conosce bene, gli fa subito una proposta: "senti un po', io oggi ho molto da fare, ti va di restare qui tutto il pomeriggio? Mi guardi il banco e intanto puoi usare Internet. Ecco, se premi qui vedi come funziona. Poi, dopo l'ora di chiusura, ti riparo la bici. Vuoi?". Michele non se lo fa ripetere due volte: Internet l'ha usata un po' a scuola, ma averla tutta per sè è ben diverso! Tic tic tic tac tic tac "per navigare si preme qui" "bisogna stare attenti a questo e a quello". Michele sarà un bambino solitario e sognatore ma è diligente e prima di avventurarsi nella rete cerca di capire bene come funziona. Intanto Marco chatta. Saluta, scrive, scherza, racconta a tutti com'è fortunato perché ha tanti giocattoli, ha il computer e adesso anche Internet! "e prima il DJ della radio mi ha detto ciao!", grida felice alla sorellina Lucia, che però continua a preferire la compagnia del suo orso. "Dlin dlon". Nell'officina entrano due ragazzi grandi. Michele chiama subito lo zio, che però è impegnatissimo e chiede loro di aspettare un momento. "questi qui mi fanno un po' paura", pensa. E sai che pensa proprio bene? I due si appartano e iniziano a confabulare. Hanno sui 16 anni e sembrano usciti dalle cronache dei giornali, quelle che raccontano di ragazzi prepotenti che derubano i più piccoli. Michele però è al sicuro, sa che lo zio è a due passi e poi... a lui cosa potrebbero mai rubare? Pensando a questo si rasserena e anche quei ragazzi gli fanno meno paura. Così torna al computer e prova, intimidito, a lanciarsi nella grande rete. Non sapendo dove andare scrive l'indirizzo che ripetono sempre alla sua radio preferita. Naviga un po', poi prova la chat. Ed ecco che due piccoli mondi vicini si incontrano. Marco è quello che in chat parla di più. Scherza e ride con tutti e siccome fa collezione di cartoline non perde occasione per chiedere a tutti di mandargliene una. "sei di Palermo? Io sono un bambino di 10 anni, mi chiamo Marco Pestilicchi e abito in via dei muratori 14 a Novara. Mi mandi una cartolina? dai!!!". Michele è un po' perplesso di fronte a quel comportamento: "non sa che è pericoloso dire agli estranei dove abita???", pensa. No, Marco non lo sa, perché non ha letto i consigli per il buon navigatore e non ha mai ascoltato la mamma quando gli diceva che l'indirizzo di casa non si dà agli estranei. Michele sta per dirglielo, quando lo zio lo chiama perché gli serve un attrezzo. Michele ubbidiente corre in suo aiuto e per un attimo si dimentica delle chat e di quel bambino imprudente. Imprudente e sfortunato, perché quell'indirizzo in bella vista sul monitor attira l'attenzione dei due ragazzi che si affrettano a scriverselo. Poi Michele e lo zio tornano al banco. Lo zio riconosce i ragazzi e spiega loro che per riavere il motorino dovranno aspettare ancora un po', manca un pezzo che ha ordinato su Internet. Un rapido clic, scompare la chat e appare il catalogo: il ricambio arriverà fra tre giorni. I ragazzi capiscono e se ne vanno. Michele li osserva, hanno un'aria strana. Senza farsi vedere sgattaiola fuori dall'officina e li ascolta. "Via dei muratori 14? Zona da ricchi, dai retta a me, quando mi ridanno il motorino facciamo un salto li, aspettiamo che il bimbetto torni da scuola e lo costringiamo a darci tutto quello che ha! Figurati se uno così non ha il telefonino!". Michele è spaventato e trema come una foglia. Corre in officina per avvisare Marco ma il PC si è bloccato e non parte più. Lo zio, ignaro di tutto, gli sorride: "Sai Michele, questi apparecchi moderni a volte si guastano, vedrai che domani viene il tecnico e sistema tutto. Andiamo a leggere il fumetto nuovo, vuoi?" Ma Michele ora non può pensare ai fumetti: Marco rischia una bruttissima avventura!Si scusa con lo zio e corre a casa ripetendo fra sè e sè l'indirizzo: "Via dei muratori 14, Marco Pestilicchi, Via dei muratori 14...." Michele non ha Internet e quindi per comunicare con Marco può fare una sola cosa: cercare sull'elenco del telefono il suo numero. Sfortuna vuole che nel grosso elenco di Novara non ci sia nessun Pestilicchi! Prova anche a telefonare al servizio ricerca abbonati... ma niente! "Come è possibile?", chiede il bimbo al papà, che gli spiega come il telefono potrebbe essere intestato a un altro familiare e gli consiglia di scrivere una lettera. Detto fatto, Michele scrive a Marco che qualcuno ha visto il suo indirizzo e vuole fargli una brutta sorpresa. Mentre scrive prova tanta paura ma anche affetto per un bambino sconosciuto che lui sente già amico. Una corsa alla tabaccheria, qualche centesimo per i francobolli e la lettera è spedita! "fa che arrivi, ti prego fa che arrivi in tempo", prega Michele, sperando nel frattempo che il ricambio per il motorino di quei delinquenti tardi un po'.
Come andrà a finire te lo racconto fra un po', prima voglio fare il "gioco dei se" con te, vuoi?Se Michele potesse usare Internet tutto questo non succederebbe. Due clic, tre parole alla tastiera e il suo amico lontano sarebbe informato di tutto. Quando ti colleghi, magari sulla Girandola, scrivi nella bacheca e parli in chat o nel forum, grazie al computer incontri persone di tutto il mondo, vicine o lontanissime. Persone che non avresti mai conosciuto altrimenti e con cui, per un minuto, un giorno o un anno, condividi un po' del tuo mondo. Se Marco fosse stato più attento ora non rischierebbe di fare brutti incontri. Grazie a Internet, dalla tua camera o dal salotto di casa puoi entrare in un nuovo mondo. Però in quel mondo non sei da solo, ci sono tante persone, buone ma anche cattive, come i due ragazzi grandi di questo racconto. Devi stare attento: parla, racconta cosa ti piace fare e cosa non ti piace, ma non dare mai informazioni che permettano di risalire a te! Non dire il tuo cognome, il numero di telefono o telefonino, la via in cui abiti o gli indirizzi dei posti che frequenti!Adesso torniamo a parlare di Marco e Michele.
Passa un giorno, ne passano due e Michele va dallo zio. Il computer ancora non funziona, però almeno la bici è riparata. Purtroppo lo è anche il motorino dei ragazzi! E sono già andati a prenderlo! Quando Michele lo viene a sapere scoppia in lacrime. Torna a casa convinto che sia successo già tutto e di non aver potuto aiutare quel povero bambino. E' così triste che non si accorge che davanti a casa è parcheggiata un'auto sconosciuta. Quasi si spaventa e arrossisce, quando, aperta la porta, la mamma gli fa i complimenti per il suo bellissimo gesto. Marco ha ricevuto la lettera e ha raccontato tutto ai genitori che hanno denunciato i ragazzi cattivi. Adesso è tutto a posto, Marco ha voluto a tutti i costi andare a trovarlo (e quando Marco si mette in testa qualcosa...) per ringraziarlo e farsi insegnare a navigare senza correre pericoli.Ora Marco e Michele sono diventati amici e parlano tutte le sere in chat, anche perché il papà di Michele, compresa l'utilità di Internet, gli ha regalato il computer: da usare con giudizio, però! Ma in questo, si sa, Michele è un maestro.
E tu? In chat ti comporti come Michele o come Marco?

i 3 giorni della merla...

Il nome deriverebbe da una leggenda secondo la quale, per ripararsi dal gran freddo, una merla e i suoi pulcini, in origine bianchi, si rifugiarono dentro un comignolo, dal quale emersero il 1º febbraio, tutti neri a causa della fuliggine. Da quel giorno tutti i merli furono neri.
Secondo una versione più elaborata della leggenda una merla, con uno splendido candido piumaggio, era regolarmente strapazzata da Gennaio, mese freddo e ombroso, che si divertiva ad aspettare che la merla uscisse dal nido in cerca di cibo, per gettare sulla terra freddo e gelo. Stanca delle continue persecuzioni la merla un anno decise di fare provviste sufficienti per un mese, e si rinchiuse nella sua tana, al riparo, per tutto il mese di Gennaio, che allora aveva solo 28 giorni. L'ultimo giorno del mese, la merla pensando di aver ingannato il cattivo Gennaio, uscì dal nascondiglio e si mise a cantare per sbeffeggiarlo. Gennaio si risentì talmente tanto che chiese in prestito tre giorni a Febbraio e si scatenò con bufere di neve, vento, gelo, pioggia. La merla si rifugiò alla chetichella in un camino, e lì restò al riparo per tre giorni. Quando la merla uscì, era sì, salva, ma il suo bel piumaggio si era annerito a causa del fumo e così rimase per sempre con le piume nere.
Come in tutte le leggende si nasconde un fondo di verità, anche in questa versione possiamo trovarne un po', infatti nel calendario romano il mese di gennaio aveva solo 29 giorni, che probabilmente con il passare degli anni e del tramandarsi oralmente si tramutarono in 31. Sempre secondo la leggenda, se i Giorni della Merla sono freddi, la Primavera sarà bella, se sono caldi la Primavera arriverà in ritardo.
Con il freddo che ha fatto durante i 3 giorni della merla appena trascorsi e che tuttora sta facendo... si spera che la primavera arrivi presto a scaldarci! ;-)

il bruco pigro

Anche questa favoletta l'ho letta nel sito lagirandola.it ... buona lettura! ^^

In un vecchio albero viveva un bruco così pigro che a forza di stare sempre fermo a mangiare verdi foglioline era diventato così grasso che non poteva più uscire dalla sua casetta. Gli amici del bosco tanto avevano già pensato per aiutarlo, ma il bruco di mangiare di meno non ne voleva proprio sapere. "Ma così non diventerai mai una splendida farfalla" gli diceva l'amico millepiedi. "Non vorrai per caso trascorrere il resto dei tuoi giorni lì, in quel buco d'albero?" Finalmente l'idea venne al picchio: con il suo robusto becco si mise a picchiettare tutto intorno al buco d'albero dove viveva il bruco e lavorò così a lungo che, prima di sera, ricavò spazio sufficiente per far uscire l'amico pigrone. Le laboriose formiche, a centinaia, lo spinsero poi fuori dalla tana con uno sforzo incredibile tanto era grasso. Così disteso sul prato, imbronciato ed affamato, il bruco protestò con gli amici e, stanco, si addormentò. Allora le farfalle del bosco si avvicinarono e si misero tutte insieme a sbattere le loro ali: una pioggia di colori variopinti ricoprì così il bruco che, al risveglio, si ritrovò trasformato in una splendida farfalla con i colori dell'arcobaleno. Il pigro bruco non esisteva più: la farfalla spiccò il volo e, felice, volò con le altre compagne incontro al sole.

domenica 31 gennaio 2010

stella stellina...la nanna si avvicina...

Il momento della nanna è un momento specialissimo ma che richiede anche molta moltissima pazienza... Quando è l'ora della nanna, ripenso davvero al saggio proverbio: la pazienza è la virtù dei forti! Già... perchè i bambini devono essere indotti alla nanna, non li si può mettere nella culla o nel lettino e ciao, buona notte... quindi con molta calma e pazienza e pure qualche ninna nanna, li si induce dolcemente alla nanna... ma quando ti guardano con gli occhioni furbi con il desiderio di giocare e scherzare e tu sei lì che non ce la fai più? Come resistere...? Con tanta, tanta, tanta ed ancora tantissima pazienza e fermezza... badate, fermezza, ma senza arrabbiarvi, anche se a volte la pazienza sembra svanire... Ecco la versione originale della ninna nanna che solitamente canticchio al mio cucciolo:

Stella stellina, la notte si avvicina.
La notte è scura scura ma io non ho paura.
Brilla una stella gialla.
Chi c'è dentro la stalla?
La mucca e il vitellino dal muso piccolino,
due occhioni di velluto,
un codino minuto.
Li sto un poco a guardare e poi vado a cercare...
...la rana e i ranocchietti.
Dormono stretti stretti
finchè ne avranno voglia a
all'ombra di una foglia,
e la stellina intanto illumina dall'alto...
...la pecora e l'agnello
dal morbido mantello
che dormono nel prato sotto il cielo stellato.
Ed un poco più in là chi altro ci sarà?
Il cane e i cagnolini stan vicini vicini.
Fanno sempre così la mamma e i piccolini.
Però se non mi sbaglio
qualcuno è ancora sveglio.
L'anatra e le anatrine
guardano le stelline
che da quel cielo blu
si specchiano quaggiù nelle acque fresche e chiare,
e vanno a illuminare...
...la gatta ed i micetti
distesi sopra i tetti.
Però il gattino scuro
non dorme di sicuro.
Che sguardo birichino!
Io scappo pian pianino.
Puledrino e cavalla
dormono nella stalla:
sognano un verde prato
e un galoppo sfrenato
senza staffe nè sella
al chiaror di una stella.
Dormono gli uccellini
dentro il nido, vicini,
tra quei rami lassù
un po' verdi e un po' blu;
sognano di volare...
ma adesso devo andare!
In braccio alla sua mamma
il bimbo fa la nanna
con i suoi giochi intorno...
Domani è un altro giorno.
Il giorno è per giocare,
la notte è per sognare...
Brilla stella stellina
la notte è piccolina
e anch'io con la mia mamma
ora faccio la nanna.
Il cielo è tutto blu...
su, dai, dormi anche tu!

...ma siccome è un po' lunghina da ricordare tutta a memoria, solitamente gli canticchio questa versione:

stella stellina la notte* si avvicina
la fiamma traballa
la mucca è nella stalla
la mucca e il vitello
la pecora e l'agnello
la chioccia col pulcino
la mamma col bambino...
Ognuno ha la sua mamma
e tutti fan la nanna.

- nelle nanne di metà mattina (se dorme...) e di metà pomeriggio, utilizzo la parola nanna* -

La vita come un viaggio in treno

A fine novembre 2008 ho salutato i miei colleghi prima di intraprendere la mia più grande avventura (diventare mamma!) con questo brano... buona lettura! ^^

Qualche tempo fa ho letto un libro, dove la vita veniva paragonata ad un viaggio in treno.Una lettura molto interessante.La vita è come un viaggio in treno: spesso si sale e si scende, ci sono incidenti, a qualche fermata ci sono delle sorprese piacevoli e a qualcun’altra profonda tristezza.Quando nasciamo e saliamo sul treno, incontriamo persone, di cui crediamo, che ci accompagneranno durante il viaggio: i nostri genitori.Purtroppo la verità è un’altra. Loro scendono in una stazione e ci lasciano senza il loro amore e affetto, senza la loro amicizia e compagnia.Comunque salgono altre persone sul treno, che per noi saranno molto importanti.Sono i nostri fratelli e sorelle, i nostri amici e tutte le persone meravigliose che abbiamo il piacere di incontrare nel corso del nostro viaggio.Qualcuna di queste persone che sale, considera il viaggio come una piccola passeggiata.Altri trovano solo tristezza nel loro viaggio. E poi ci sono altri ancora sul treno sempre presenti e sempre pronti ad aiutare coloro che ne hanno bisogno.Qualcuno lascia quando scende una nostalgia perenne… Qualcun altro sale e riscende subito, e lo abbiamo a mala pena notato…Ci sorprende che qualcuno dei passeggeri, a cui vogliamo più bene, si segga in un altro vagone e che in questo frangente ci faccia fare il viaggio da soli. Naturalmente non ci lasciamo frenare da nessuno, a prenderci la briga, di cercarli e di spingerci alla loro ricerca nel loro vagone. Purtroppo qualche volta non possiamo accomodarci al loro fianco, perché il posto vicino a loro è già occupato. Non fa niente, così è il viaggio: pieno di sfide, sogni, fantasie, speranze e addii……ma senza ritorno.Cerchiamo di fare il viaggio nel miglior modo possibile. Cerchiamo di andare d’accordo con i nostri vicini di viaggio e cerchiamo il meglio in ognuno di loro.Ricordiamoci, che in ogni fase del tragitto, uno dei nostri compagni di viaggio può vacillare e possibilmente ha bisogno della nostra comprensione. Anche noi vacilleremo spesso e ci sarà qualcuno che ci capisce.Il grande mistero del viaggio è che non sappiamo quando scenderemo definitivamente, e tantomeno quando i nostri compagni di viaggio lo faranno, neanche colui che sta seduto proprio vicino a noi.Io penso, che mi dispiacerà tanto, quando scenderò per sempre dal treno… Sì, ne sono convinta. La separazione da tutte le persone che ho incontrato durante il viaggio sarà dolorosa, lasciare tali persone sarà molto triste. Ma ho la speranza che prima o poi arrivi la stazione centrale e ho l’impressione, di vederli arrivare tutti con un bagaglio, che quando erano saliti sul treno ancora non avevano. E il pensiero che ho contribuito ad aumentare e arricchire il loro bagaglio impreziosendolo mi renderà felice.Voi, cari colleghi, facciamo il possibile, per far sì che si faccia un buon viaggio e che alla fine ne sia valsa la pena. Mettiamocela tutta per lasciare quando scendiamo un posto vuoto, che lascia nostalgia e bei ricordi in coloro che proseguono il viaggio.A coloro che hanno fatto parte del mio treno, auguro BUON VIAGGIO!

Lupetto rosso

Ho letto questa favola nel sito lagirandola.it e mi è piaciuta tantissimo! ;-) E' la favola di Cappuccetto rosso vista da un'altra prospettiva... proviamo anche noi a non fissarci su certe idee e pregiudizi che abbiamo in testa e cambiamo prospettiva... ;-) Buona lettura! ^___^

C'era una volta un lupetto che portava sempre una mantellina rossa e, per questo motivo, tutti lo chiamavano "Lupetto Rosso". Lupetto, come tutti i lupi, abitava nel bosco, insieme alla sua mamma e al suo papà. Aveva anche una nonna, molto vecchia e malata, che abitava un po' lontano, in un altro bosco, oltre la città degli uomini. Un giorno la mamma di Lupetto Rosso lo chiamò e gli disse: "Caro Lupetto, la nonna domani compirà gli anni, per farle una sorpresa le ho preparato una focaccia. Dovresti portargliela tu, perché io devo restare qui a riordinare la nostra tana e a preparare il pranzo...". Lupetto Rosso fu molto contento di dover andare dalla nonna che non vedeva da qualche mese. La mamma preparò un cestino con la focaccia e poi disse a Lupetto: "Va bene, figlio mio, ora puoi partire. Ma, durante il cammino, stai attento perché dovrai attraversare la città degli uomini e potresti fare qualche brutto incontro. La città non è sicura per noi lupi: è molto più sicuro il nostro bosco! E, soprattutto, non fermarti a parlare con i cuccioli degli uomini, perché sono piuttosto cattivi e odiano i lupi...". "Sì, mamma, starò molto attento!". Si salutarono e Lupetto Rosso partì per andare dalla nonna. Cammina, cammina, Lupetto attraversò tutto il bosco, fino a dove gli alberi si diradavano e iniziavano ad apparire i campi coltivati dagli uomini. Salì su una collinetta dalla quale poteva vedere tutta la città; si fermò ed osservò. Sopra la città degli uomini c'era una cappa nera di fumo che saliva verso il cielo e un frastuono infernale si diffondeva per le vie e per la campagna intorno: era quello di migliaia di clacson, di motori e di officine che provocavano rumori assordanti che si fondevano tra di loro... Lupetto Rosso pensò: "Che paura! Com'è più tranquillo il mio bosco!" Poi vide, in tutte le strade, file interminabili di automobili, di camion, di moto e di motorini. "Forse gli uomini sono impazziti? - pensò - Dove andranno tutti insieme e di fretta?". Lupetto, intimorito, scese dalla collinetta e si avviò titubante verso la città: doveva per forza attraversarla per raggiungere il bosco al di là, dove abitava la nonna. Quando giunse vicino alle prime case di periferia vide sbucare da un angolo della via una bambina vestita di rosso come lui: portava proprio una mantellina rossa, con il cappuccio. Lupetto Rosso si spaventò molto, perché sapeva che tutte le bambine e tutti i bambini sono cattivi e odiano i lupi: la sua maestra, alla scuola dei lupetti, gliel'aveva detto tante volte di stare lontano dagli uomini e dai loro cuccioli. Ma quella bambina con la mantellina rossa aveva uno sguardo dolce e Lupetto Rosso si fermò un attimo per guardarla meglio. La bambina, trovandosi davanti ad un lupo, ebbe un leggero fremito di spavento e di meraviglia, ma, subito dopo, si calmò e, rimanendo ancora distante, gli parlò. "Ciao, come ti chiami?". Lupetto rispose: "Io sono Lupetto Rosso, ma... non devo parlare con i cuccioli degli uomini, perché sono cattivi..." "Non è sempre vero! - lo interruppe la bambina - Non tutte le persone sono cattive!". "La maggioranza sì! - gridò deciso Lupetto - Ogni lupo lo sa!" Allora la bambina, rattristata, si volse per andarsene. Ma Lupetto la richiamò: "Ehi, tu come ti chiami?" La bambina si voltò e gli rispose: "Io sono Cappuccetto Rosso". Lupetto gridò:" Ah, io ti conosco! Sei uscita da una fiaba?" Cappuccetto Rosso sorrise: "Forse sei tu che sei entrato in una fiaba, perché, di solito, i lupi e le bambine non si parlano e non si capiscono a parole. Come hai detto di chiamarti, amico lupo?" "Io sono Lupetto Rosso e sto andando dalla nonna nel bosco che si trova al di là della città degli uomini". "Ah... - lo interruppe Cappuccetto Rosso - mi sembra di conoscerla questa storia..." Lupetto Rosso ripensò a quando, a scuola, la maestra aveva raccontato una storia che parlava di una bambina vestita di rosso, di una nonna malata, di un bosco da attraversare, di un lupo cattivo che mangiava le nonne e le bambine... E gridò: "Siete sempre i soliti, voi bambini: amate le fiabe dove ci sono solo lupi cattivi che fanno una brutta fine... E, poi, raccontate un sacco di bugie sui lupi: i lupi sono cattivi, i lupi ingannano le bambine, i lupi mangiano le nonne e si travestono come loro... E il cacciatore, secondo te, era buono? Ammazzare così un povero lupo!" Cappuccetto Rosso intervenne: "Le fiabe sono storie inventate, non sono la realtà!" "Sì - rispose Lupetto - ma la gente crede alle fiabe..." "Hai ragione! - disse Cappuccetto Rosso - Quando la gente si mette in testa qualcosa, è difficile farle cambiare idea. Pensa che ci sono persone con un sacco di idee sbagliate nella testa, ma che credono di aver sempre ragione. C'è chi crede, ad esempio, che tutti i bambini siano cattivi..." "Anch'io lo credo" - ribatté Lupetto Rosso. "Appunto! Vedi che anche tu hai un'idea sbagliata nella testa? - continuò Cappuccetto Rosso - Se non eliminiamo le idee sbagliate, vivremo sempre nella paura degli altri e nell'odio verso chi è diverso da noi". Lupetto Rosso rimase un po' in silenzio a riflettere. Poi disse: "Forse hai ragione: io non conosco tutti i bambini del mondo e, quindi, non posso dire che tutti siano cattivi... Veramente, finora, ho conosciuto solo te e... non mi sembri tanto cattiva! Deve essere la paura che ho in testa che mi ha fatto credere che tutti i cuccioli degli uomini fossero cattivi..." Cappuccetto Rosso sorrise. Lupetto continuò: "Però gli uomini devono davvero avere idee sbagliate nella loro testa, se fanno così rumore nelle loro città e se sporcano il cielo con questo fumo nero..." "Hai ragione - disse Cappuccetto Rosso - Su questo hai proprio ragione... Abbiamo tante idee in testa da rimettere a nuovo!". Dopo questa discussione, Lupetto Rosso si sentì più tranquillo e sereno. Aveva capito che è meglio ragionare con calma sui fatti, anziché decidere solo con le idee già pronte in testa... I due, ormai amici, attraversarono insieme la città e raggiunsero il bosco dove abitava la nonna di Lupetto Rosso. Anche Cappuccetto Rosso entrò nella casa-tana della nonna lupa, senza timore, e partecipò alla festa di compleanno. La nonna, in un primo momento, si meravigliò dell'amicizia tra Lupetto e la bambina, ma poi, da vecchia saggia, comprese tutto. Quando li salutò, disse loro queste parole: "Cari giovani, per molti anni io ho vissuto credendo che non ci potesse mai essere amicizia tra lupi e uomini. Voi oggi mi avete insegnato che anche questo è possibile. Vuol dire che è venuto il momento di abbandonare le idee sbagliate e di conoscere meglio la realtà... Voi siete usciti dai personaggi di una vecchia fiaba e siete entrati in un nuovo mondo di amicizia e di bontà!" Lupetto Rosso e Cappuccetto Rosso tornarono indietro con il cuore felice.

lasciamoci spettinare dalla vita e....CARPE DIEM!

A volte...bisogna lasciare che la vita ci spettini... Il mondo è pazzo. Decisamente pazzo...perchè ... Le cose buone, ingrassano. Le cose belle, costano. Il sole che ti illumina il viso, fa venire le rughe. E tutte le cose veramente belle di questa vita, spettinano... - Fare l'amore, spettina. - Ridere a crepapelle, spettina. - Viaggiare, volare, correre, tuffarti in mare, spettina. - Toglierti i vestiti, spettina. - Baciare la persona che ami, spettina. - Giocare con tuo figlio, spettina. - Cantare (anche se si è stonati come me ) fino a restare senza fiato, spettina. - Far passare le colichine a tuo figlio, spettina... eh ...soprattutto se a volte ...ti prende i capelli e te li arruffa un po'... Questo mondo esige bella presenza: pettinati, mettiti, togliti, compra, corri, dimagrisci, mangia bene, cammina diritta, sii seria... Forse dovrei seguire le istruzioni però... quando mi ordineranno di essere felice? Forse non si rendono conto che per risplendere di bellezza, mi devo sentire bella... La persona più bella che possa essere! L'unica cosa che veramente importa è che quando mi guardo allo specchio, veda la donna che devo essere. Perciò, ecco la mia raccomandazione a tutti: Abbandonati, mangia le cose più buone, bacia, abbraccia, balla, innamorati, rilassati, viaggia, salta, và a dormire tardi, alzati presto, corri, vola, canta, fatti bella, mettiti comodo/a, ammira il paesaggio, goditela e, soprattutto, lascia che la vita ti spettini!!!! Il peggio che può succederti è che, sorridendo di fronte allo specchio, tu ... debba pettinarti di nuovo!! E ricorda anche che: "C’è un tempo per tutte le cose. Un tempo per nascere, un tempo per morire. Un tempo per distruggere, un tempo per costruire. Un tempo per piangere, un tempo per ridere. Un tempo per odiare, un tempo per amare. Un tempo per abbracciarsi, un tempo per separarsi… “ (Paulo Coehlo) CARPE DIEM, COGLI L'ATTIMO!