Il momento della nanna è un momento specialissimo ma che richiede anche molta moltissima pazienza... Quando è l'ora della nanna, ripenso davvero al saggio proverbio: la pazienza è la virtù dei forti! Già... perchè i bambini devono essere indotti alla nanna, non li si può mettere nella culla o nel lettino e ciao, buona notte... quindi con molta calma e pazienza e pure qualche ninna nanna, li si induce dolcemente alla nanna... ma quando ti guardano con gli occhioni furbi con il desiderio di giocare e scherzare e tu sei lì che non ce la fai più? Come resistere...? Con tanta, tanta, tanta ed ancora tantissima pazienza e fermezza... badate, fermezza, ma senza arrabbiarvi, anche se a volte la pazienza sembra svanire... Ecco la versione originale della ninna nanna che solitamente canticchio al mio cucciolo:
Stella stellina, la notte si avvicina.
La notte è scura scura ma io non ho paura.
Brilla una stella gialla.
Chi c'è dentro la stalla?
La mucca e il vitellino dal muso piccolino,
due occhioni di velluto,
un codino minuto.
Li sto un poco a guardare e poi vado a cercare...
...la rana e i ranocchietti.
Dormono stretti stretti
finchè ne avranno voglia a
all'ombra di una foglia,
e la stellina intanto illumina dall'alto...
...la pecora e l'agnello
dal morbido mantello
che dormono nel prato sotto il cielo stellato.
Ed un poco più in là chi altro ci sarà?
Il cane e i cagnolini stan vicini vicini.
Fanno sempre così la mamma e i piccolini.
Però se non mi sbaglio
qualcuno è ancora sveglio.
L'anatra e le anatrine
guardano le stelline
che da quel cielo blu
si specchiano quaggiù nelle acque fresche e chiare,
e vanno a illuminare...
...la gatta ed i micetti
distesi sopra i tetti.
Però il gattino scuro
non dorme di sicuro.
Che sguardo birichino!
Io scappo pian pianino.
Puledrino e cavalla
dormono nella stalla:
sognano un verde prato
e un galoppo sfrenato
senza staffe nè sella
al chiaror di una stella.
Dormono gli uccellini
dentro il nido, vicini,
tra quei rami lassù
un po' verdi e un po' blu;
sognano di volare...
ma adesso devo andare!
In braccio alla sua mamma
il bimbo fa la nanna
con i suoi giochi intorno...
Domani è un altro giorno.
Il giorno è per giocare,
la notte è per sognare...
Brilla stella stellina
la notte è piccolina
e anch'io con la mia mamma
ora faccio la nanna.
Il cielo è tutto blu...
su, dai, dormi anche tu!
...ma siccome è un po' lunghina da ricordare tutta a memoria, solitamente gli canticchio questa versione:
stella stellina la notte* si avvicina
la fiamma traballa
la mucca è nella stalla
la mucca e il vitello
la pecora e l'agnello
la chioccia col pulcino
la mamma col bambino...
Ognuno ha la sua mamma
e tutti fan la nanna.
- nelle nanne di metà mattina (se dorme...) e di metà pomeriggio, utilizzo la parola nanna* -
domenica 31 gennaio 2010
La vita come un viaggio in treno
A fine novembre 2008 ho salutato i miei colleghi prima di intraprendere la mia più grande avventura (diventare mamma!) con questo brano... buona lettura! ^^
Qualche tempo fa ho letto un libro, dove la vita veniva paragonata ad un viaggio in treno.Una lettura molto interessante.La vita è come un viaggio in treno: spesso si sale e si scende, ci sono incidenti, a qualche fermata ci sono delle sorprese piacevoli e a qualcun’altra profonda tristezza.Quando nasciamo e saliamo sul treno, incontriamo persone, di cui crediamo, che ci accompagneranno durante il viaggio: i nostri genitori.Purtroppo la verità è un’altra. Loro scendono in una stazione e ci lasciano senza il loro amore e affetto, senza la loro amicizia e compagnia.Comunque salgono altre persone sul treno, che per noi saranno molto importanti.Sono i nostri fratelli e sorelle, i nostri amici e tutte le persone meravigliose che abbiamo il piacere di incontrare nel corso del nostro viaggio.Qualcuna di queste persone che sale, considera il viaggio come una piccola passeggiata.Altri trovano solo tristezza nel loro viaggio. E poi ci sono altri ancora sul treno sempre presenti e sempre pronti ad aiutare coloro che ne hanno bisogno.Qualcuno lascia quando scende una nostalgia perenne… Qualcun altro sale e riscende subito, e lo abbiamo a mala pena notato…Ci sorprende che qualcuno dei passeggeri, a cui vogliamo più bene, si segga in un altro vagone e che in questo frangente ci faccia fare il viaggio da soli. Naturalmente non ci lasciamo frenare da nessuno, a prenderci la briga, di cercarli e di spingerci alla loro ricerca nel loro vagone. Purtroppo qualche volta non possiamo accomodarci al loro fianco, perché il posto vicino a loro è già occupato. Non fa niente, così è il viaggio: pieno di sfide, sogni, fantasie, speranze e addii……ma senza ritorno.Cerchiamo di fare il viaggio nel miglior modo possibile. Cerchiamo di andare d’accordo con i nostri vicini di viaggio e cerchiamo il meglio in ognuno di loro.Ricordiamoci, che in ogni fase del tragitto, uno dei nostri compagni di viaggio può vacillare e possibilmente ha bisogno della nostra comprensione. Anche noi vacilleremo spesso e ci sarà qualcuno che ci capisce.Il grande mistero del viaggio è che non sappiamo quando scenderemo definitivamente, e tantomeno quando i nostri compagni di viaggio lo faranno, neanche colui che sta seduto proprio vicino a noi.Io penso, che mi dispiacerà tanto, quando scenderò per sempre dal treno… Sì, ne sono convinta. La separazione da tutte le persone che ho incontrato durante il viaggio sarà dolorosa, lasciare tali persone sarà molto triste. Ma ho la speranza che prima o poi arrivi la stazione centrale e ho l’impressione, di vederli arrivare tutti con un bagaglio, che quando erano saliti sul treno ancora non avevano. E il pensiero che ho contribuito ad aumentare e arricchire il loro bagaglio impreziosendolo mi renderà felice.Voi, cari colleghi, facciamo il possibile, per far sì che si faccia un buon viaggio e che alla fine ne sia valsa la pena. Mettiamocela tutta per lasciare quando scendiamo un posto vuoto, che lascia nostalgia e bei ricordi in coloro che proseguono il viaggio.A coloro che hanno fatto parte del mio treno, auguro BUON VIAGGIO!
Lupetto rosso
Ho letto questa favola nel sito lagirandola.it e mi è piaciuta tantissimo! ;-) E' la favola di Cappuccetto rosso vista da un'altra prospettiva... proviamo anche noi a non fissarci su certe idee e pregiudizi che abbiamo in testa e cambiamo prospettiva... ;-) Buona lettura! ^___^
C'era una volta un lupetto che portava sempre una mantellina rossa e, per questo motivo, tutti lo chiamavano "Lupetto Rosso". Lupetto, come tutti i lupi, abitava nel bosco, insieme alla sua mamma e al suo papà. Aveva anche una nonna, molto vecchia e malata, che abitava un po' lontano, in un altro bosco, oltre la città degli uomini. Un giorno la mamma di Lupetto Rosso lo chiamò e gli disse: "Caro Lupetto, la nonna domani compirà gli anni, per farle una sorpresa le ho preparato una focaccia. Dovresti portargliela tu, perché io devo restare qui a riordinare la nostra tana e a preparare il pranzo...". Lupetto Rosso fu molto contento di dover andare dalla nonna che non vedeva da qualche mese. La mamma preparò un cestino con la focaccia e poi disse a Lupetto: "Va bene, figlio mio, ora puoi partire. Ma, durante il cammino, stai attento perché dovrai attraversare la città degli uomini e potresti fare qualche brutto incontro. La città non è sicura per noi lupi: è molto più sicuro il nostro bosco! E, soprattutto, non fermarti a parlare con i cuccioli degli uomini, perché sono piuttosto cattivi e odiano i lupi...". "Sì, mamma, starò molto attento!". Si salutarono e Lupetto Rosso partì per andare dalla nonna. Cammina, cammina, Lupetto attraversò tutto il bosco, fino a dove gli alberi si diradavano e iniziavano ad apparire i campi coltivati dagli uomini. Salì su una collinetta dalla quale poteva vedere tutta la città; si fermò ed osservò. Sopra la città degli uomini c'era una cappa nera di fumo che saliva verso il cielo e un frastuono infernale si diffondeva per le vie e per la campagna intorno: era quello di migliaia di clacson, di motori e di officine che provocavano rumori assordanti che si fondevano tra di loro... Lupetto Rosso pensò: "Che paura! Com'è più tranquillo il mio bosco!" Poi vide, in tutte le strade, file interminabili di automobili, di camion, di moto e di motorini. "Forse gli uomini sono impazziti? - pensò - Dove andranno tutti insieme e di fretta?". Lupetto, intimorito, scese dalla collinetta e si avviò titubante verso la città: doveva per forza attraversarla per raggiungere il bosco al di là, dove abitava la nonna. Quando giunse vicino alle prime case di periferia vide sbucare da un angolo della via una bambina vestita di rosso come lui: portava proprio una mantellina rossa, con il cappuccio. Lupetto Rosso si spaventò molto, perché sapeva che tutte le bambine e tutti i bambini sono cattivi e odiano i lupi: la sua maestra, alla scuola dei lupetti, gliel'aveva detto tante volte di stare lontano dagli uomini e dai loro cuccioli. Ma quella bambina con la mantellina rossa aveva uno sguardo dolce e Lupetto Rosso si fermò un attimo per guardarla meglio. La bambina, trovandosi davanti ad un lupo, ebbe un leggero fremito di spavento e di meraviglia, ma, subito dopo, si calmò e, rimanendo ancora distante, gli parlò. "Ciao, come ti chiami?". Lupetto rispose: "Io sono Lupetto Rosso, ma... non devo parlare con i cuccioli degli uomini, perché sono cattivi..." "Non è sempre vero! - lo interruppe la bambina - Non tutte le persone sono cattive!". "La maggioranza sì! - gridò deciso Lupetto - Ogni lupo lo sa!" Allora la bambina, rattristata, si volse per andarsene. Ma Lupetto la richiamò: "Ehi, tu come ti chiami?" La bambina si voltò e gli rispose: "Io sono Cappuccetto Rosso". Lupetto gridò:" Ah, io ti conosco! Sei uscita da una fiaba?" Cappuccetto Rosso sorrise: "Forse sei tu che sei entrato in una fiaba, perché, di solito, i lupi e le bambine non si parlano e non si capiscono a parole. Come hai detto di chiamarti, amico lupo?" "Io sono Lupetto Rosso e sto andando dalla nonna nel bosco che si trova al di là della città degli uomini". "Ah... - lo interruppe Cappuccetto Rosso - mi sembra di conoscerla questa storia..." Lupetto Rosso ripensò a quando, a scuola, la maestra aveva raccontato una storia che parlava di una bambina vestita di rosso, di una nonna malata, di un bosco da attraversare, di un lupo cattivo che mangiava le nonne e le bambine... E gridò: "Siete sempre i soliti, voi bambini: amate le fiabe dove ci sono solo lupi cattivi che fanno una brutta fine... E, poi, raccontate un sacco di bugie sui lupi: i lupi sono cattivi, i lupi ingannano le bambine, i lupi mangiano le nonne e si travestono come loro... E il cacciatore, secondo te, era buono? Ammazzare così un povero lupo!" Cappuccetto Rosso intervenne: "Le fiabe sono storie inventate, non sono la realtà!" "Sì - rispose Lupetto - ma la gente crede alle fiabe..." "Hai ragione! - disse Cappuccetto Rosso - Quando la gente si mette in testa qualcosa, è difficile farle cambiare idea. Pensa che ci sono persone con un sacco di idee sbagliate nella testa, ma che credono di aver sempre ragione. C'è chi crede, ad esempio, che tutti i bambini siano cattivi..." "Anch'io lo credo" - ribatté Lupetto Rosso. "Appunto! Vedi che anche tu hai un'idea sbagliata nella testa? - continuò Cappuccetto Rosso - Se non eliminiamo le idee sbagliate, vivremo sempre nella paura degli altri e nell'odio verso chi è diverso da noi". Lupetto Rosso rimase un po' in silenzio a riflettere. Poi disse: "Forse hai ragione: io non conosco tutti i bambini del mondo e, quindi, non posso dire che tutti siano cattivi... Veramente, finora, ho conosciuto solo te e... non mi sembri tanto cattiva! Deve essere la paura che ho in testa che mi ha fatto credere che tutti i cuccioli degli uomini fossero cattivi..." Cappuccetto Rosso sorrise. Lupetto continuò: "Però gli uomini devono davvero avere idee sbagliate nella loro testa, se fanno così rumore nelle loro città e se sporcano il cielo con questo fumo nero..." "Hai ragione - disse Cappuccetto Rosso - Su questo hai proprio ragione... Abbiamo tante idee in testa da rimettere a nuovo!". Dopo questa discussione, Lupetto Rosso si sentì più tranquillo e sereno. Aveva capito che è meglio ragionare con calma sui fatti, anziché decidere solo con le idee già pronte in testa... I due, ormai amici, attraversarono insieme la città e raggiunsero il bosco dove abitava la nonna di Lupetto Rosso. Anche Cappuccetto Rosso entrò nella casa-tana della nonna lupa, senza timore, e partecipò alla festa di compleanno. La nonna, in un primo momento, si meravigliò dell'amicizia tra Lupetto e la bambina, ma poi, da vecchia saggia, comprese tutto. Quando li salutò, disse loro queste parole: "Cari giovani, per molti anni io ho vissuto credendo che non ci potesse mai essere amicizia tra lupi e uomini. Voi oggi mi avete insegnato che anche questo è possibile. Vuol dire che è venuto il momento di abbandonare le idee sbagliate e di conoscere meglio la realtà... Voi siete usciti dai personaggi di una vecchia fiaba e siete entrati in un nuovo mondo di amicizia e di bontà!" Lupetto Rosso e Cappuccetto Rosso tornarono indietro con il cuore felice.
lasciamoci spettinare dalla vita e....CARPE DIEM!
A volte...bisogna lasciare che la vita ci spettini... Il mondo è pazzo. Decisamente pazzo...perchè ... Le cose buone, ingrassano. Le cose belle, costano. Il sole che ti illumina il viso, fa venire le rughe. E tutte le cose veramente belle di questa vita, spettinano... - Fare l'amore, spettina. - Ridere a crepapelle, spettina. - Viaggiare, volare, correre, tuffarti in mare, spettina. - Toglierti i vestiti, spettina. - Baciare la persona che ami, spettina. - Giocare con tuo figlio, spettina. - Cantare (anche se si è stonati come me ) fino a restare senza fiato, spettina. - Far passare le colichine a tuo figlio, spettina... eh ...soprattutto se a volte ...ti prende i capelli e te li arruffa un po'... Questo mondo esige bella presenza: pettinati, mettiti, togliti, compra, corri, dimagrisci, mangia bene, cammina diritta, sii seria... Forse dovrei seguire le istruzioni però... quando mi ordineranno di essere felice? Forse non si rendono conto che per risplendere di bellezza, mi devo sentire bella... La persona più bella che possa essere! L'unica cosa che veramente importa è che quando mi guardo allo specchio, veda la donna che devo essere. Perciò, ecco la mia raccomandazione a tutti: Abbandonati, mangia le cose più buone, bacia, abbraccia, balla, innamorati, rilassati, viaggia, salta, và a dormire tardi, alzati presto, corri, vola, canta, fatti bella, mettiti comodo/a, ammira il paesaggio, goditela e, soprattutto, lascia che la vita ti spettini!!!! Il peggio che può succederti è che, sorridendo di fronte allo specchio, tu ... debba pettinarti di nuovo!! E ricorda anche che: "C’è un tempo per tutte le cose. Un tempo per nascere, un tempo per morire. Un tempo per distruggere, un tempo per costruire. Un tempo per piangere, un tempo per ridere. Un tempo per odiare, un tempo per amare. Un tempo per abbracciarsi, un tempo per separarsi… “ (Paulo Coehlo) CARPE DIEM, COGLI L'ATTIMO!
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